L’abitare sostenibile, molto più di una filosofia < torna all'elenco
Bioclimatiche, ecologiche, a basso consumo energetico. Sono le “case sostenibili”, che raggiungono il massimo dell’efficienza con il minimo impatto ambientale. Una frontiera che coinvolge ormai l’intera filiera del settore delle costruzioni, ma che chiama anche la politica a ripensare strategie e incentivi a favore dell’edilizia ecoefficiente.
Al tema è dedicata la pubblicazione “Abitare sostenibile” (Il Mulino edizioni), curata dal professore Giuliano Dall’O', del dipartimento Best del Politecnico di Milano, e dall’architetto Annalisa Galante: «In Italia è stata adottata una normativa nazionale che introduce determinate prestazioni energetiche degli edifici - spiega Galante - ma occorre lavorare ancora sull’unificazione dell’idea dell’abitare sostenibile». In quest’ottica un contributo determinante potrebbe giungere dal Parlamento Europeo, che sembra deciso a varare norme sempre più rigorose di efficienza energetica da applicare, a partire dal 2020, agli immobili di nuova costruzione.
Vi sono tuttavia operatori, per la verità un’esigua minoranza, che si sono dimostrati lungimiranti nel saper cogliere le opportunità legate alle abitazioni a “impatto zero”.
È il caso di Filca Cooperative, che ha addirittura anticipato il legislatore dando vita al Progetto Biocasa. «Filca è indubbiamente un precursore - conclude l’architetto Galante - Come dipartimento Best collaboriamo con loro dal 2005 e ricordo che ancora prima dell’introduzione delle leggi nazionali in materia di efficienza, Filca già costruiva residenze in classe B ed ora è arrivata ai due terzi degli interventi in classe A. Stiamo parlando di un’azienda che rappresenta un’eccellenza nel panorama italiano, perché ha contribuito a diffondere la cultura della sostenibilità e al dire ha preferito il fare».